7 gennaio 2010
Gruppo EveryOne: “Intervengano con provvedimenti seri e urgenti la Figc, il Coni, la Uefa e la Fifa.
E' uno scandalo che in Ialia, uno dei Paesi fondatori dell'Unione europea, si assista quotidianamente a episodi di razzismo, persecuzione delle minoranze e propaganda intollerante.
Il caso del giovane campione dell'Inter Mario Balotelli, italiano di origine africana, fischiato e insultato in tutti gli stadi d'Italia per il colore della sua pelle, è emblematico di una situazione tragica e intollerabile”.
Lo affermano in una nota Roberto Malini, Matteo Pegoraro e dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani. “I partiti di governo, ma anche numerose personalità politiche di opposizione,” prosegue la nota, “diffondono da alcuni anni ideologie razziste e xenofobe, per ottenere consensi elettorali.
Contemporaneamente,” prosegue EveryOne, “quotidiani e media, controllati nella maggior parte dei casi dalla politica, divulgano pregiudizi e incitano all''odio etnico il popolo italiano. Il “pacchetto sicurezza”, scritto dal partito anti-immigrazione, anti-europeo e secessionista Lega Nord e trasformato un Legge dal Parlamento, è una legge razziale simile a quelle in vigore nel Terzo Reich e trasforma i migranti senza documenti (spesso profughi da Paesi in crisi umanitaria) in criminali che vengono braccati, arrestati, imprigionati nei Cie, vere e proprie carceri-lager, e infine deportati, anche quando vivono da tanti anni in Italia, dove speso hanno famiglia, e non hanno più parenti né conoscenti nei Paesi d'origine. Nelle scuole e negli spazi-gioco è ormai comune sentire i bambini e gli adolescenti italiani rivolgere pesanti insulti razziali ai loro compagni stranieri, specie se di pelle scura o di origine Rom”.
Il Gruppo EveryOne ha inviato alla Federazione Italiana Gioco Calcio, al Coni, all'Uefa e alla Fifa una lettera in cui chiede un intervento deciso a tutela di Mario Balotelli e di tutti i giocatori, professionisti o dilettanti, quotidianamente esposti a manifestazioni di odio raziale.
“Mario Balotelli è dotato di un immenso talento,” commentano Malini, Pegoraro e Picciau, “e giocherebbe in qualsiasi nazionale del mondo, ma inspiegabilmente non è mai stato convocato nella nazionale maggiore, per scelte dei tecnici e per l'atteggiamento ostile di alcuni azzurri. Vederlo giocare per il tricolore costituirebbe un importante messaggio di tolleranza e antirazzismo rivolto al popolo italiano.
Quando viene insultato e fischiato dai tifosi, i cronisti televisivi non stigmatizzano neanche più tali eventi incivili e diseducativi, mentre i giornali anziché criticare i razzisti, ammoniscono il ragazzo quando 'osa' lamentarsi per tali attacchi”.
Ieri, 6 gennaio, Mario ha denunciato, nel corso di un'intervista televisiva post-partita, i continui cori e fischi di matrice razzista da lui subiti durante l'incontro di campionato Chievo-Inter. “Verona è una città tristemente nota per eventi di intolleranza etnica e ideologie anti-stranieri,” commenta EveryOne, “ma un'ondata di razzismo fuori controllo percorre ormai tutto il Paese.
Ieri un gruppo di giovani ha dato fuoco a un senzatetto, a Venezia, mentre a Milano un giovane Rom è stato picchiato da italiani in pieno centro. Qualche giorno fa a Firenze alcuni stranieri di origine africana, uno dei quali gay, sono stati pestati a sangue da estremisti di destra. L'intolleranza in Italia è un serio problema di civiltà che riguarda anche l'Unione europea e tutti i Paesi democratici.
Gli episodi nel mondo sportivo, che dovrebbe rappresentare valori di uguaglianza e pace sociale, fanno suonare ancora un preoccupante campanello di allarme. Ecco perché chiediamo alla Fgci (Federazione Italiana Gioco Calcio), al Coni, all'Uefa e alla Fifa di condannare ufficialmente gli episodi di odio razziale nello sport e l'inerzia civile di politici e media di fronte al fenomeno, nonché di attuare misure straordinarie per impedire che gli atleti di pelle scura o comunque di origini straniere debbano subire aggressioni vili e lesive della loro dignità.
Chiede inoltre che siano avviati seri programmi di educazione all'antirazzismo nelle scuole e nelle società sportive, coinvolgendo le ong e gli stessi atleti, vista la latitanza - in questo campo così importante per la coscienza democratica di un Paese - delle Istituzioni”.
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