Sono le 23.40 del 20 dicembre 2006, e un uomo è morto. Si chiama Piergiorgio Welby, e di lui si parla da mesi: chiede da tempo con interviste, dichiarazioni pubbliche, libri e perfino una lettera al Presidente della Repubblica di poter essere liberato dal ventilatore artificiale che lo tiene in vita.
Piergiorgio Welby è malato di distrofia muscolare dal 1962, è paralizzato a letto e comunica quasi esclusivamente con il movimento degli occhi. Piergiorgio Welby è morto perché Mario Riccio, medico anestesista rianimatore di Cremona, ha sentito la sua storia e ha deciso di fare la sua volontà, di interrompere la terapia ventilatoria e accompagnarlo alla morte.
Oggi Mario Riccio, assieme alla giornalista Gianna Milano, ripercorre con un libro –diario (Storia di una morte opportuna, Sironi Editore) quei momenti, le settimane precedenti e i mesi successivi, il dibattito pubblico che accompagnò quel periodo e il processo nel quale il medico fu imputato, fino al proscioglimento del Giudice per l’Udienza Preliminare arrivato il 17 ottobre 2007. Ascolta l’intervista realizzata per Econews da Simone Luciani.
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