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Articolo 21 - Titoli TG
29 novembre 2009
29 novembre 2009

 29/11 – 1° TITOLO TG3 19.00: “BERLUSCONI: contro di me accuse ignobili. Nella lotta alla mafia ho fatto più di tutti gli altri. Manovrano per far cadere il premier, aggiunge DELL’UTRI.”  

 

29/11 – 1° TITOLO TG1 20.00: “BERLUSCONI: contro la mafia ho fatto più di tutti. Nessun governo è impegnato come il mio. Contro di me accuse infamanti e infondate.”  

 

29/11 – 1° TITOLO TG2 20.30: “BERLUSCONI: nessuno ha fatto tanto come me contro la mafia. Il premier al contrattacco dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi su presunti coinvolgimenti. Contro di me, denuncia, accuse ignobili.”  

 

29/11 – 1° TITOLO TG*7 20.00: “BERLUSCONI: contro di me attacchi ignobili. Non si placa l’ira del premier, anche dopo la smentita della Procura di Firenze su un suo coinvolgimento  nella inchiesta sulle stragi del 1993. E Marcello DELL’UTRI va in tv per dire che il pentito Spatuzza si è inventato tutto e bisogna rivedere la legge sui pentiti.”  

 

29/11 – 3° TITOLO S.A. 18.30: “BERLUSCONI: nessun governo si è impegnato quanto il mio per combattere la mafia. Dopo le polemiche delle ultime ore, il premier ribadisce: contro di me ignobili attacchi.”  

 

29/11 – 1° TITOLO TG5 20.00: “BERLUSCONI: contro di me attacchi ignobili. Forza Italia e allora il Pdl, quelli che hanno fatto di più contro la mafia. Il mio governo sarà ricordato per la sfida più determinata. Enunciazioni legali contro il Gruppo La Repubblica-L’Espresso.”   

 

30/11 – 1° TITOLO GR1 8.00: “BERLUSCONI dopo le accuse di Spatuzza: contro la mafia, nessuno ha fatto più del mio governo. Per il senatore DELL’UTRI occorre rivedere le norme sui pentiti e sul concorso esterno. Il PDL respinge le condizioni poste da BERSANI per il dialogo.”  

 

29/11 – 1° TITOLO TG4 19.00: “GIORNATE DI GRANDE CONFUSIONE quelle che stiamo vivendo, quasi come quelle di Tangentopoli che segnò la fine della prima repubblica. Pomo della discordia oggi è la Riforma della Giustizia per rendere i processi più rapidi e garantire i diritti della difesa per tutti i cittadini. Nell’ULTIMORA però, alla polemica sulle riforme, si è aggiunta la voce di un presunto coinvolgimento del presidente del Consiglio BERLUSCONI, in una inchiesta di mafia. Che le Procure però hanno già rigorosamente e categoricamentesmentito. Ma restano interrogativi, resta il malessere e la confusione anche nella opinione pubblica. Resta la reazione legittimamente sdegnata del presidente BERLUSCONI contro quella che definisce una lunga campagna vergognosa per infangarlo. E aggiunge che queste voci, tanto sono ignobili, in quanto tentano di far dimenticare che il proprio governo è quello che ha fatto le norme più severe per combattere la mafia. Come il 41 bis, ovvero il carcere duro. L’OPINIONE PUBBLICA che ha diritto di sapere, cerca di districarsi nel mondo dell’informazione, che dice e non dice, che a volte dice sorretta e ispirata idelogicamente, a volte ispirata dall’obiettività. Sentiremo cosa ne pensa LA GGENTE.”  

 

NOTA - La notizia del giorno: Berlusconi & la MafiaBerlusconi è l’uomo più candido e più innocente del mondo. E per questo, tutti i cattivi e gli invidiosi complottano contro di lui per infamarlo e infangarlo e non lasciargli svolgere la sua “missione” di voler salvare l’Italia da ogni male, trasformandola in un giardino di delizie. 

E quale può essere il modo migliore di difendersi da persecuzioni e complotti quotidiani? Denunciare innanzitutto con sdegno “le varie infamie nei suoi confronti”, dagli schermi televisivi. Non seguendo però il metodo più banale. Seguendo il modo più creativo, atto a convincere molto di più che utilizzando quello tradizionale. Tutto il merito va a quel “valore aggiunto”, a quel “vezzo” di alleggerire le sue magagne e i suoi reati, assottigliandoli col matterello mediatico (come cartone ridotto a carta velina) fino a ridurli in “coriandoli”, per poi lanciarli nell’etere con il “voilà” liberatorio dei prestidigitatori, in grado di farli magicamente sparire dalla scena mediatica. E qual è il segreto di tanta magica magìa? La barzelletta finale. 

Passiamo al “trend” dell’informazione di regime sui due ultimi più importanti eventi:  

 1) Corteo anti-violenza a Roma. Non trattandosi di “donne sgozzate e con le mani mozzate”, per il direttore Giordano di Studio Aperto, il gioco di 10.000 donne convenute a Roma a protestare, non vale la candela. Per cui: omissis. Seguito telepaticamente dal direttore Minzolini del Tg1. Sulla stessa scia telepatica, anche il direttore Mimun del Tg5, che però ha avuto un soprassalto di solidarietà (?) dedicando al corteo un flash di 0’20” secondi. L’esatto tempo dedicatogli al Tg4 dal direttore Fede. Un solo titolo: dal TG3.  

 2) “Migliaia di lavoratori esasperati protestano contro il governo.  

Male gliene incoglie se pretendono la primazia, destinata allo spot sulla “Ripresa”. E poi allo spot sulla Finanziaria”, per via di quegli altri 4 miliardi aggiunti ai primi quattro, a favore di questi, di quelli e di tutti gli altri. Un servizio ricco, lungo, dettagliato, “velinato” in fotocopia a uso di Raiset, con tavole sinottiche e grafiche.  

Ciò detto e fatto, può seguire il corteo dei lavoratori convenuti a Roma per protestare.

Corteo? Per loro c’è appena un tempo telegrafico, con breve inserto in vox di Epifani, in coda alla lunga e inghirlandata pagina economica sulla “Ripresa” e sulla “Finanziaria”. Oppure, sempre seguendo lo stesso criterio, il dispendio di un minuto a favore di una dichiarazione di Epifani, con alcune immagini del corteo.  

Così come i servizi tv sono stati costruiti, si è voluto far intendere una sola cosa: “Insomma, abbiamo appena finito di dire che la ripresa avanza, che il governo ci sta rovesciando su nuovi miliardi per farla galoppare, e l’uomo della Cgil… che fa? Insiste a rompere le balle!  Perché quando protestano le centinaia di migliaia di lavoratori aderenti a questo sindacato, non sono loro che chiedono diritti, è Epifani e il suo logo: Cgil, a rompere le balle. Un uomo col suo marchio!  D’altronde che altro è considerato oggi il partito di maggioranza e di governo: un uomo col suo marchio. Basta scorrere le sequenze-titoli quotidiane. C’è sempre un solo uomo, con il suo marchio di fabbrica. Uno solo. Anche oggi!      

 

Dalla rete di Articolo 21