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Articolo 21 - Osservatorio Esteri
Sulla Bielorussia lâ??ombra lunga della Ceka
Sulla Bielorussia lâ??ombra lunga della Ceka

di Simone Petrelli

Felix Dhzerzhinski eretto a modello di vita e di stile per i giovani. Peccato che non si tratti di un’innocua rockstar, o dell’ennesimo vip in grado di far presa sulle masse. Perché Dhzerzhinski per l’ex repubblica sovietica di Bielorussia e non solo è stato ben altro. Anzitutto, è stato il fondatore della polizia segreta bolscevica Ceka, famigerata organizzazione che ha animato la prima ora del terrore rosso. In molti ancora ripensano con un misto di orrore e sdegno mal sopito a quei tempi oscuri. Da oggi saranno costretti a ricordare ancora, e ancora. Perché il nuovo movimento, Giovani di Dhzerzhinski, si ispira dichiaratamente alla Ceka, e strizza l’occhio al nazionalismo come alla retorica militarista.

Il tutto accade proprio mentre il Presidente Aleksandr Lukashenko cerca faticosamente di riguadagnare la riva, dopo tante, troppe stagioni passate alla deriva nel tentativo di uscire dall’isolamento nazionale e riallacciare rapporti stretti con Bruxelles. Secondo il quotidiano Kommersant, a Minsk pare che il gruppo, Iuni Dhzerzhez, abbia addirittura inaugurato un campo patriottico paramilitare. Minorenni addestrati all’uso delle armi da personale delle forze speciali. Obiettivo del gruppo: educare la gioventù bielorussa all’amor di patria. In puro ossequio alla retorica della memoria sovietica. Per arrivare un giorno a costruire un unico gigante.

Fondendo in un unicum tutta la filiera delle associazioni giovanili del luogo. Partendo dall'Unione repubblicana della gioventù bielorussa, ideale erede del Komsomol, l'antica emanazione giovanile del partito comunista sovietico, apertamente filogovernativa, per abbracciare addirittura il movimento giovanile russo apertamente filoputiniano Nashi (“I Nostri”). Il locale Kgb, che ancora è vivo e vegeto, ed ha perfino mantenuto lo stesso nome degli “anni d’oro”, ha smentito recisamente. Ed ha voluto precisare che non si tratta di un nuovo movimento politico, ma di un semplice campo estivo sperimentale. ondendo tutte le associazioni giovanili. struire un giganteilitare. Minorenni addestrati dalle forze speciali all'HRC – Franco

Un’iniziativa nata per accontentare i figli dei dipendenti dei servizi segreti bielorussi. Un progetto che, se un giorno avrà successo, verrà aperto a tutti i giovani. Nessuna smentita è giunta, invece, sul fatto che il nuovo movimento richiami il nome di Dhzerzhinski, fondatore della Ceka al quale tre anni fa è stato perfino intitolato un busto nelle strade di Minsk. In uno spiazzo pulito e composto, proprio di fronte a quegli uffici del locale Kgb in cui l'avvocato americano Emanuel Zeltser, neograziato da Lukashenko, ha dichiarato di aver visto in bella mostra proprio la foto dello stesso Dzerzhinski, morto nel 1925.

In bella mostra sulla parete accanto al ritratto dell’attuale Presidente. Quello stesso Lukashenko talmente potente da aver strappato nel 2006 con le unghie e con i denti alla sua terra il terzo mandato presidenziale consecutivo. Eludendo il dettato costituzionale che non prevede affatto una simile ipotesi. A nulla servirono in quell’occasione le timide contestazioni dell’opposizione. In Bielorussia i contestatori non piacciono. E non passano. Al passaggio del Presidente ogni ramo si piega, deve piegarsi. Altrimenti viene spezzato. Magari con la censura. O con la persecuzione giudiziaria. O, ancora, denigrando le organizzazioni scomode.

Spetterebbe all’opposizione cogliere i venti contrari e coagulare le voci di un malcontento che di certo non manca tra gli strati più progressisti del paese. Ma l’opposizione sembra non esistere. Troppi movimenti. Troppo distanti. Poco concordi. Poco inclini a discutere. E l’incubo di turno, che stavolta è l’ombra scura della Ceka, continua a sguazzare in questo terreno a dir poco fertile.

Dalla rete di Articolo 21